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Dintorni

CASTEL SANT'ANGELO
Il Castel Sant'Angelo, detto anche Mausoleo di Adriano o Mole Adriana, è un monumento romano, radicalmente modificato più volte in epoca medievale e rinascimentale situato sulla sponda destra del Tevere, di fronte al Campo Marzio al quale fu unito da un ponte appositamente costruito, il Ponte Elio (Pons Aelius) l'attuale ponte Sant'Angelo a poca distanza del Vaticano. La sua costruzione fu iniziata dall'imperatore Adriano nel 125 d.C. quale suo mausoleo funebre e fu ultimato poi da Antonino Pio nel 139.

Nel fregio prospiciente il fiume si leggevano i nomi degli imperatori sepolti all'interno: il Mausoleo ospitò i resti dell'imperatore Adriano e di sua moglie Sabina, dell'imperatore Antonino Pio, di sua moglie Faustina maggiore e di tre dei loro figli, di Lucio Elio Cesare, di Commodo, dell'imperatore Marco Aurelio e di altri tre dei suoi figli, dell'imperatore Settimio Severo, di sua moglie Giulia Domna e dei loro figli e imperatori Geta e Caracalla.

Il castello ha preso il suo nome attuale nel 590, anno in cui Roma era afflitta da una grave pestilenza, per allontanare la quale venne organizzata una solenne processione penitenziale cui partecipò lo stesso Papa Gregorio I. Quando la processione giunse in prossimità della Mole Adriana, il papa ebbe la visione dell'arcangelo Michele che rinfoderava la sua spada. La visione venne interpretata come un segno celeste preannunciante l'imminente fine dell'epidemia, cosa che effettivamente avvenne. Ancora oggi nel Museo Capitolino è conservata una pietra circolare con impronte dei piedi che secondo la tradizione sarebbero quelli lasciate dall'Arcangelo quando si fermò per annunziare la fine della peste. Da allora i romani cominciarono a chiamare Castel Sant'Angelo la Mole Adriana e a ricordo del prodigio nel XIII secolo posero sullo spalto più alto del Castello un angelo in atto di rinfoderare la spada.

Negli ultimi mesi il monumento ha avuto un ritorno di popolarità con conseguente aumento del turismo grazie al fatto che il regista Ron Howard ha usato nel 2008 il Castello come set del film Angeli e Demoni, tratto dal best seller di Dan Brown.

IL PANTHEON
Il primo Pantheon fu fatto costruire per la prima volta nel 27-25 a.C. da Marco Vipsanio Agrippa, amico e genero di Augusto, nel quadro della monumentalizzazione del Campo Marzio, affidandone la realizzazione a Lucio Cocceio Aucto. In origine fu costruito come tempio dedicato a tutti gli dèi, o meglio alle 7 divinità planetarie (Sole, Luna, Venere, Saturno, Giove, Mercurio, Marte). In testi più moderni troveremo soprattutto Marte e Venere.

L'iscrizione originale di dedica dell'edificio, riportata sulla successiva rico-struzione di epoca adrianea, recita: M.AGRIPPA.L.F.COS.TERTIUM.FECIT ("Marco Agrippa, figlio di Lucio, console per la terza volta, edificò"); il terzo consolato di Agrippa risale appunto all'anno 27 a.C.

L'edificio, distrutto dal fuoco nell'80, venne restaurato sotto Domiziano, ma subì una seconda distruzione sotto Traiano. Fu fatto ricostruire dall'imperatore Adriano intorno al 126, dopo che un incendio aveva danneggiato la costruzione precedente di età augustea. All'inizio del VII secolo il Pantheon è stato convertito in chiesa cristiana, chiamata Santa Maria ad Martyres, il che gli ha consentito di sopravvivere quasi integro alle spoliazioni apportate agli edifici della Roma classica dai papi.

Una delle curiosità della struttura architettonica è che al centro della cupola, del diametro di 43,44 metri, esiste un oculo centrale (8,92 m di diametro) che dà luce alla cupola e che anche se è forato, quando piove, la corrente d'aria ascensionale porta alla frantumazione delle gocce d'acqua, così all'interno sembra che non piova, anche se per evitare pozze d'acqua all'interno, sono stati fatti dei fori sia centrali che laterali per lo scolo dell'acqua.

ARA PACIS
L'Ara Pacis Augustae (Altare della pace) è uno dei monumenti più importanti dell'antica Roma. Fu costruito nel 13 a.C. a commemorare le vittorie di Augusto riportate in Spagna e in Gallia. E' un recinto quadrato con l'altare al centro dedicato da Augusto alla Pace intesa come dea romana. Tutte le superfici sono decorate con fregi e rilievi scolpiti su marmo da artisti greci che ottennero una profondità di spazi mediante differenti spessori delle figure. L'aspetto dell'Ara Pacis è stato ricostruito grazie alla testimonianza delle fonti, agli studi durante gli scavi e alle raffigurazioni su alcune monete romane.

L'Ara Pacis è un monumento chiave nell'arte pubblica augustea, con motivi di origine diversa: l'arte greca classica (nei fregi delle processioni), l'arte ellenistica (nel fregio e nei pannelli), l'arte più strettamente "romana" (nel fregio dell'altare).

L'aspetto era quindi eclettico e la realizzazione fu certamente opera di botteghe greche. L'aspetto politico-propagandistico è notevole, come in molte opere dell'epoca, con i legami evidenti tra Augusto e la Pax, espressa come un rifiorire della terra sotto il dominio universale romano. Inoltre è esplicito il collegamento tra Enea, mitico progenitore della Gens Iulia, e Augusto stesso, secondo quella propaganda di continuità storica che voleva inquadrare la presa di potere dell'imperatore come un provvidenziale ricollegamento tra la storia di Roma e la storia del mondo allora conosciuto.

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